Bea/ Dicembre 18, 2018/ 1 comments

Rissa tra genitori alla recita di Natale dei loro piccoli. Due mamme si contendevano il posto in prima fila per la migliore ripresa ed è finita a botte. Sembra una notizia di lercio.it o siti simili di umorismo e parodia che inventano fatti o li esagerano solo per il gusto di farsi quattro risate. Ma qua c’è poco da ridere. E’ successo davvero, a Gela, in Sicilia, e non è una bella pagina di scuola, anzi d’Italia. La recita scolastica era rimasta uno dei pochi porti sicuri in cui, nonostante i nervosismi e le tensioni, mamma e papà si riuscivano a dare un pizzicotto sulla pancia per far filare tutto liscio, in nome della serenità natalizia.

Devo ammettere che io per prima, in questi cinque anni di frequentazione di asili e scuole, ho avuto modo di apprezzare l’accanimento parentale pur di accaparrarsi lo scatto eterno del cucciolo di casa vestito da angioletto, lupetto, elfo, fiorellino eccetera. Le più agguerrite sono certe nonne, da me soprannominate “nonne ninja”, che si fanno strada a colpi di gomitate e spintoni. Però nulla che non si possa mandar giù con una buona dose di tolleranza e pazienza.

Adesso la bandierina rossa sull’immaginaria cartina di italici brutti episodi c’è anche lì, tra sedioline e banchetti alti due puff e poco più, in mezzo a girasoli di carta e lavoretti colorati, pasticciati con tanto amore.

Fino a questo momento gli episodi di inciviltà si erano concentrati sugli spalti di campetti sportivi, a bordo vasca, sui sedili di palestre. Sì, perché se andiamo a fare un po’ di ricerche on line, viene fuori che i genitori in più occasioni non hanno retto allo stress agonistico dei figli che giocavano a calcio, a pallanuoto o a volley, finendo con il colpire rivali o allenatori. Diamo un’occhiata insieme.

Il tour dei maneschi

  • Senza andar troppo a ritroso nel tempo, il 6 dicembre scorso, durante una gara di Giovanissimi a Paola, città di San Francesco, il papà di uno dei giocatori entra in campo e colpisce un dirigente della squadra avversaria: da quel momento si scatena una rissa che vede anche una persona uscire insanguinata dal campo.
  • Domenica 23 settembre, sul campo di calcio di San Vito al Torre (Udine), durante un’amichevole under 12 tra Ancona e Udinese, qualche commento di troppo innesca insulti e addirittura botte tra due genitori. A sedare la rissa sono addirittura dovuti intervenire i carabinieri. Il sindaco del piccolo Comune della Bassa friulana ha preso carta e penna e ha scritto una lunga lettera alle due società sportive per esprimere il proprio disappunto, anche a nome della comunità, sottolineando che la presenza dei due genitori, protagonisti della rissa, non è più gradita all’interno del campo sportivo.
  • A gennaio, sempre di quest’anno, c’è stata una rissa tra adulti a una partita di pallanuoto under 13 maschile, nel Lazio. Alcuni genitori della squadra ospite avrebbero aggredito a bordo vasca l’allenatore della squadra di casa, facendolo scivolare, in mezzo a bambini e ragazzini che urlavano e piangevano. La rissa ha provocato la sospensione della partita e l’allontanamento del pubblico dagli spalti.
  • Nel 2016, in Lombardia, una quindicina tra genitori e parenti dei Pulcini, classe 2006, di Xenia, formazione di Mariano Comense, e dell’Olginatese che stavano assistendo dagli spalti del Moreno Prati a una partita di semifinale di un torneo ha scatenato una rissa che ha indotto gli organizzatori a sospendere il torneo e ha visto i bambini di 10 anni in lacrime.
  • Sempre nel 2016, a gennaio, a Modena, durante il campionato Figc Allievi Interprovinciali il derby tra il Fiorano e la Solierese è stato sospeso per una furibonda rissa avvenuta in tribuna tra i genitori dei giocatori delle due squadre. Con il passare dei minuti e con la partita stoppata la rissa è stata sedata, ma i ragazzini (di 15 e 16 anni), basiti per quanto accaduto, non hanno voluto riprendere il gioco.
  • Negli stessi giorni, più o meno, a Ponte Nossa (Bergamo), in Val Seriana, la squadra di casa partecipava al campionato under 13 femminile di volley con una squadra mista, ragazzini e ragazzine (ha una sorta di deroga, per questo mix). I genitori-tifosi del Cene, chiuso il primo set in svantaggio, hanno iniziato ad apostrofare i maschietti in campo proprio per via della squadra di sesso misto e giù botte sugli spalti.
  • E sempre in tema di pallavolo, io ricordavo persino un episodio del 2013, che mi fece particolarmente impressione all’epoca, perché di questa violenza da tifo filiale si parlava meno. Durante il campionato Under 13 femminile, nel corso del match fra Esperia e Crema Volley alla palestra del Boschetto, un genitore ha brandì l’asta utilizzata per controllare l’altezza della rete e colpì violentemente un altro spettatore; da lì la rissa. Giocatrici, visibilmente scosse, e arbitro costretti a lasciare il campo.

 

Questo elenco di episodi si commenta da solo e non lascia molto margine a ulteriori critiche, annotazioni, reprimende. Non serve nemmeno dire che l’emulazione è la via educativa più immediata, come dicono anche gli studiosi. Il vecchio detto “i nostri figli ci guardano” non è casuale; è così. Ci guardano e ci imitano. Seguono, assimilano il nostro esempio. Perciò, ogni errore di un educatore può avere conseguenze negative su decine di bambini.

L’unica cosa che mi viene da aggiungere a questo è che, oggi, i nostri figli per fortuna ci insegnano. Spesso, nonostante le nostre carenze e i nostri errori, loro riescono comunque a fare la cosa giusta. Come i ragazzini bergamaschi, protagonisti dell’episodio sopra, quelli che giocavano a pallavolo divisi in una squadra femminile e in una mista (maschi e femmine). Beh, loro, quando gli animi si sono calmati sono rientrai in campo e si sono mischiati! I giocatori si sono mescolati in modo da non poter più riconoscere i due schieramenti avversari, azzerando la polemica “e vabbè ma la squadra con i maschi è più forte”. Hanno cancellato i limiti dei loro genitori e hanno giocato. Perché loro erano lì per quello, giocare e nutrirsi di quei sani e forti principi che lo sport, per fortuna, insegna…nonostante certe mamme e certi papà!

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1 Comment

  1. Troppi episodi di “incivile convivenza” all’interno di situazioni ed eventi che dovrebbero generare solo allegria e aggregazione… 😘

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