Bea/ Agosto 17, 2018/ 0 comments

omosessualitàLe generalizzazioni sono sempre ingiuste. È una frase che ho scritto, di recente, a chiusura di un commento ad un post altrui e che continua a rimbalzarmi in testa. La mia riflessione scaturiva dalla difesa di una certa categoria professionale, ingiustamente sminuita. Mi sono permessa di far notare che esistono buoni e cattivi in tutte le categorie; ma non solo. Esistono normali e strani in tutte le categorie; scostumati ed educati in tutti i contesti; assennati e scriteriati in ogni aggregazione di persone.
Sbaglia chi dice – e crede – che si possano circoscrivere il bene e il male, il bello e il brutto, il buono e il cattivo, con tanta semplicità.
Avremmo risolto gran parte dei problemi dell’umanità. Tutti i negativi da un lato e i positivi dall’altro.
La parte avventurosa di questa nostra esistenza consiste proprio nella convivenza con tutte le sfumature dell’umana natura. Che poi, noi per primi potremmo essere a tratti buffi, cattivi o irriverenti. Come pure potremmo improvvisamente brillare per altruismo, giovialità e integrità.
Detto questo, vengo al punto che mi sta particolarmente a cuore.
C’è chi su internet diffonde, tra l’ilarità e la disapprovazione, foto di omosessualità spregiudicata e trasgressiva: uomini vestiti in modo provocatorio, truccati in modo eccessivo, padri che allattano al seno i figli con l’aiuto di particolari attrezzature e quant’altro.
La trovo una ingiusta rappresentazione dell’amore tra persone dello stesso sesso. L’omosessualità non può essere rappresentata come un circo grottesco, stile film “Il vizietto” (1978). Non ci sono per forza boa di struzzo e paillettes nella vita quotidiana di due persone che hanno in comune il sesso oltre agli interessi, le idee e le passioni.
Invece, c’è tanta normalità! Una normalità che annoierebbe il più accanito dei guardoni. Limitarsi a “spacciare” una immagine stereotipata del gay eccentrico e spregiudicato, lasciandola intendere come unica icona di una determinata quantità di persone è scorretto e ingiusto. Alimenta l’omofobia e ritarda la tutela di diritti fondamentali.
Persino la boutade del “genitore 1” e “genitore 2” per me è stata ridicola e fuorviante. Pensate davvero che persone alle quali venga negata la realizzazione individuale e sociale garantita invece agli eterosessuali si sentano viste e rispettate perché su un modulo trovano scritto genitore 1 e genitore 2?
Io mi sentirei presa in giro.
Come scrivevo prima, in tutti i contesti esistono normali e strani, scostumati ed educati, assennati e scriteriati.
Anche tra chi ama qualcuno dello stesso genere, certo. Guai a cadere nell’altro odioso e buonista stereotipo del “i gay sono tutti sensibili, belli e bravi”. No! Assolutamente. Essendo persone, appunto, accade che alcune siano davvero acide e cattive, altre strane forte e altre ancora disoneste.
Ma ci sono tante, molte più di quanto l’iconografia tradizionale e un po’ gretta vorrebbe far pensare, persone per bene che desiderano solo vivere serenamente l’esistenza.
Penso a loro e non mi do pace.
E chiedo a coloro che queste persone le giudicano/condannano/deridono di provare per un attimo a immaginare di essere cittadini di uno Stato che invece di diritti offre solo divieti. Non puoi amare chi ami, puoi unirti civilmente ma non costruirci una famiglia, non puoi camminarci mano nella mano per strada senza rischiare di essere malmenato, non puoi dire al mondo cosa provi per paura di essere insultato.
Forse, di fronte all’ingiustizia toccata con mano, sulla nostra pelle, potremmo per un attimo sentirci tutti uguali.

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